Se hai pensato di fare un po’ di pubblicità su Facebook o su Google, qualcuno ti avrà detto: «Ti serve una landing page». E magari ti sei chiesto cosa sia, e se è la stessa cosa di un sito.
In questo articolo te lo spieghiamo senza paroloni: cos’è una landing page, a cosa serve, com’è fatta quando funziona e, soprattutto, quando ti basta e quando invece ti serve un sito vero e proprio.
Landing page: cos’è, in parole semplici
Landing page in inglese vuol dire «pagina di atterraggio». È la pagina su cui «atterra» chi tocca una pubblicità, un link in un’email o un post sui social.
La differenza con le altre pagine è una sola, ma conta tantissimo: ha un unico obiettivo. Non racconta tutta la tua attività, non ha un menu con dieci voci, non porta in giro per il sito. Accoglie una persona che ha appena mostrato interesse per una cosa precisa e la accompagna verso un’azione: chiamare, scrivere, prenotare, comprare, lasciare il proprio contatto.
Pensa a un volantino ben fatto: un’offerta chiara, perché conviene, e un numero da chiamare. Una landing page è la stessa cosa, ma online, e con un pulsante al posto del numero.
A cosa serve una landing page
Una landing page serve quando hai una cosa precisa da proporre a persone che arrivano da un canale preciso. Per esempio:
- una campagna pubblicitaria su Facebook, Instagram o Google: chi tocca l’annuncio trova subito quello che l’annuncio prometteva;
- un’offerta a tempo: un pacchetto, uno sconto di stagione, una promozione per l’apertura;
- un evento: una serata, un corso, un open day, con il modulo per iscriversi;
- un contenuto gratuito: una guida o un listino da scaricare in cambio di nome ed email;
- un codice QR su un volantino o in vetrina, che porta dritto a una pagina con l’offerta.
In tutti questi casi mandare le persone alla pagina principale del sito è uno spreco: arrivano, non trovano subito quello che cercavano e se ne vanno. La landing page invece parla solo di quella cosa.

Com’è fatta una landing page che funziona
Non serve che sia lunga o piena di effetti. Serve che sia chiara. Questi sono gli elementi che fanno la differenza:
- Un titolo che dice subito cosa offri, con le stesse parole dell’annuncio da cui arriva la persona. Se l’annuncio parla di «prima visita gratuita», la pagina deve parlare di prima visita gratuita.
- Il vantaggio per chi legge, prima delle caratteristiche: non «trattamento con macchinari di ultima generazione», ma «meno dolore e tempi più brevi».
- Le prove: recensioni vere, foto del tuo lavoro, numeri reali. Servono a far fidare chi non ti conosce.
- Un solo pulsante, ripetuto più volte lungo la pagina: «Prenota», «Chiamaci», «Chiedi il preventivo». Una sola azione, non cinque.
- Niente distrazioni: niente menu completo, niente link verso altre pagine. Chi è arrivato deve avere davanti una sola strada.
- Un modulo corto: chiedi solo quello che ti serve davvero, di solito nome e telefono o email.
- Che si veda bene e veloce dal telefono: gran parte delle persone arriva da lì, spesso dai social. Se la pagina è lenta o scomoda, se ne va prima di leggerla.

C’è anche un vantaggio meno visibile. Quando fai pubblicità su Google, Google guarda anche la pagina su cui arriva chi clicca: se è chiara e coerente con l’annuncio, l’annuncio viene valutato meglio, e a volte ogni clic ti costa meno.
Esempi di landing page per piccole attività
Qualche esempio concreto, per capire come si usa nella vita di tutti i giorni:
- Uno studio dentistico fa una campagna «prima visita e pulizia a prezzo speciale». La landing page spiega cosa comprende, mostra lo studio e le recensioni, e ha il pulsante per prenotare.
- Una palestra promuove una settimana di prova gratuita a settembre. La pagina mostra la sala, gli orari dei corsi e un modulo con nome e telefono.
- Un ristorante lancia il menu per le cene aziendali di Natale. La pagina ha il menu, le foto della sala, i prezzi a persona e il pulsante per chiedere disponibilità.
- Un avvocato o un commercialista offre una prima consulenza di 20 minuti. La pagina spiega per chi è utile, cosa succede durante la chiamata e ha il calendario per prenotare.
- Un negozio fa una promozione per l’apertura del secondo punto vendita. La pagina ha l’offerta, l’indirizzo e il codice sconto da mostrare in cassa.
In tutti questi esempi l’attività può avere anche un sito completo: la landing page si aggiunge per quella campagna, non lo sostituisce.
Landing page o sito: le differenze
Sono due strumenti diversi, pensati per lavori diversi.
| Landing page | Sito completo | |
|---|---|---|
| Quante pagine | Una | Più pagine: servizi, chi sei, contatti, lavori… |
| Obiettivo | Una sola azione | Presentare tutta l’attività e farsi trovare |
| Da dove arrivano le persone | Pubblicità, email, social, codici QR | Soprattutto da Google, ma anche da tutto il resto |
| Menu | Di solito no | Sì |
| Su Google, senza pubblicità | Difficile che compaia per tante ricerche | Può comparire per tante ricerche diverse |
| Durata | Spesso legata a una campagna | Resta, cresce e si aggiorna negli anni |
La differenza più importante è nella riga «Su Google, senza pubblicità». Una landing page funziona benissimo quando le persone ce le porti tu, con la pubblicità o con un link. Un sito completo invece può farti trovare da chi ti cerca su Google per tanti servizi diversi, anche quando non stai pagando nessuna pubblicità.
Quando ti basta una landing page
Una landing page può bastare, almeno per partire, se:
- vendi un solo servizio o prodotto e lo spieghi bene in una pagina;
- fai pubblicità e hai bisogno di una pagina dove mandare chi clicca;
- devi lanciare qualcosa in fretta: un evento, un’offerta, un’apertura;
- vuoi provare un’idea prima di investire in un sito completo.
Quando ti serve un sito completo
Ti serve un sito vero e proprio se:
- offri più servizi, ognuno con le sue domande e i suoi clienti;
- vuoi farti trovare su Google senza pagare ogni clic: per comparire nelle ricerche servono pagine diverse per ricerche diverse;
- i clienti vogliono conoscerti prima di contattarti: chi sei, i lavori fatti, le recensioni, dove lavori;
- hai un’attività che dura nel tempo e vuoi costruire qualcosa che cresce, non una pagina che vive per una campagna.
Spesso la soluzione migliore è avere tutte e due le cose: un sito che lavora tutto l’anno e, quando fai pubblicità, una landing page dedicata a quella campagna. Se ti stai chiedendo quanto costa un sito e cosa comprende, ne parliamo nell’articolo quanto costa un sito web.
È la stessa cosa di un sito one page?
No, anche se si somigliano. Un sito one page è un sito fatto tutto su una pagina lunga: chi sei, servizi, lavori, contatti, con un menu che fa scorrere fino alla sezione giusta. Racconta l’attività intera, solo in poco spazio.
Una landing page invece non racconta tutta l’attività: parla di una sola offerta e porta a una sola azione. Un sito one page può andare bene per un’attività piccola con pochi servizi; una landing page serve per una campagna precisa.
Gli errori più comuni
- Mandare la pubblicità alla pagina principale del sito. Chi ha cliccato su un’offerta precisa deve trovare quell’offerta, non doverla cercare.
- Promettere nell’annuncio una cosa e mostrarne un’altra sulla pagina. Chi non ritrova quello che ha visto pensa di aver sbagliato e se ne va.
- Troppi pulsanti e troppe scelte. Chiama, scrivi, seguici, scarica, guarda il video: alla fine non si fa niente.
- Un modulo lunghissimo. Ogni campo in più è una persona in meno che lo compila.
- Una pagina lenta o scomoda dal telefono. È da lì che arriva gran parte delle persone.
- Nessuna prova. Senza recensioni, foto o lavori veri, chi non ti conosce non ha motivo di fidarsi.
Domande frequenti
Come si dice landing page in italiano?
«Pagina di atterraggio»: la pagina su cui si «atterra» dopo aver toccato un annuncio o un link. In italiano però si usa quasi sempre il nome inglese.
Si può fare una landing page senza avere un sito?
Sì. Una landing page può stare da sola, con il suo indirizzo. Molti la usano proprio così per partire, e aggiungono il sito completo più avanti.
Una landing page compare su Google?
Può comparire, ma di solito per poche ricerche, perché parla di una sola cosa. Per farti trovare su Google per tanti servizi diversi serve un sito con più pagine. La landing page dà il meglio quando le persone ce le porti tu, con la pubblicità o con un link.
Posso farla da solo?
Sì: esistono programmi che permettono di crearla partendo da un modello, anche gratis o con un piccolo abbonamento. La parte difficile non è costruirla, ma scrivere un titolo e un testo che convincono, scegliere le prove giuste e fare in modo che si veda bene dal telefono.
Quanto costa una landing page?
Dipende da chi la fa e da cosa comprende. Fatta da te costa il tempo e l’eventuale abbonamento al programma. Fatta da un professionista dipende da testi, grafica, foto e collegamenti, per esempio al calendario o alle campagne. Quando chiedi un preventivo, chiedi sempre chi scrive i testi, se le modifiche sono comprese e di chi resta la pagina.
Quante landing page servono?
Una per ogni offerta o campagna diversa. Se fai pubblicità a due servizi diversi, è meglio avere due pagine, ognuna con il suo messaggio.
In sintesi
Una landing page è una pagina con un solo obiettivo, pensata per accogliere chi arriva da una pubblicità, un’email o un link e portarlo a fare una cosa precisa. È lo strumento giusto per campagne, offerte ed eventi. Non sostituisce un sito: il sito ti fa trovare su Google e racconta tutta la tua attività, la landing page fa rendere al massimo la pubblicità. Spesso la scelta migliore è averli tutti e due.
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