Un cliente arriva sul tuo sito. Guarda le foto, legge due righe, gli piace quello che vede. E poi? Se non trova subito il modo di chiamarti, scriverti o prenotare, chiude la pagina. Magari pensa «lo cerco dopo», e quel dopo non arriva mai.
La call to action serve proprio a questo: dire al cliente, con un pulsante chiaro, qual è il passo da fare. In questa guida ti spieghiamo cos’è, dove metterla e come scriverla, con esempi pronti da copiare per ristoranti, saloni, studi e negozi, e gli errori più comuni.
Cos’è una call to action
Call to action vuol dire «invito all’azione». È la frase, quasi sempre dentro un pulsante, che dice a chi visita il sito cosa fare adesso: «Chiama ora», «Prenota un tavolo», «Scrivici su WhatsApp». La trovi spesso scritta con la sigla CTA.
Non è una cosa nata con internet. Il cartello «Entrate, siamo aperti» sulla porta di un negozio è una call to action. Anche il commesso che dice «se vuole, lo provi» lo è. Sul sito fa lo stesso lavoro: al posto del commesso c’è un pulsante.
A cosa serve sul sito di un’attività
Chi apre il sito della tua attività ha già un bisogno: mangiare fuori stasera, tagliarsi i capelli, farsi fare un preventivo. Il sito deve aiutarlo a fare il passo successivo senza doverci pensare.
Senza una call to action chiara succede questo: il cliente legge, scorre, cerca il numero, non lo trova al primo colpo, torna su Google e apre il sito di un altro. Non perché l’altro sia più bravo, ma perché era più facile contattarlo.
Una buona call to action fa tre cose:
- Toglie la fatica. Un tocco e parte la chiamata, o si apre la chat.
- Toglie il dubbio. Dice cosa succede dopo, per esempio «ti richiamiamo noi».
- Guida. Tra tante cose da guardare, indica quella da fare.
Quali call to action servono a una piccola attività
I grandi negozi online chiedono «Aggiungi al carrello» o «Iscriviti alla newsletter». A un’attività di quartiere servono altre cose, quasi sempre queste:
- Chiama. Per chi ha fretta o preferisce parlare con una persona.
- Scrivici su WhatsApp. Per chi non ama telefonare o ti cerca la sera, a negozio chiuso.
- Prenota. Un tavolo, un appuntamento, una visita, se usi un calendario online.
- Chiedi un preventivo. Per chi deve spiegarti un lavoro prima di sapere il prezzo.
- Vieni a trovarci. Un pulsante che apre la strada sulla mappa del telefono.
Non servono tutte. Scegli quella principale, cioè il modo in cui preferisci che i clienti ti contattino, e al massimo una seconda per chi preferisce l’altra strada. Per esempio: «Prenota un tavolo» come pulsante grande e «Chiama» più piccolo accanto.
Dove metterla nella pagina
Il pulsante deve stare dove arriva l’occhio quando il cliente ha deciso. E non tutti decidono nello stesso momento, per questo la stessa call to action si ripete:
- Nella prima schermata, quella che si vede senza scorrere: per chi sa già cosa vuole.
- Dopo le cose che convincono: i servizi, le foto dei lavori, le recensioni. È lì che il cliente pensa «va bene, lo chiamo».
- In fondo alla pagina: per chi ha letto tutto.
- Sul telefono, in una barra fissa in basso con «Chiama» e «WhatsApp»: resta sotto il pollice mentre si scorre.
Il pulsante si ripete, ma dice sempre la stessa cosa: se in alto c’è «Prenota un tavolo», più giù non deve comparire «Richiedi informazioni». Quali pagine deve avere il sito, e com’è fatta ognuna, lo spieghiamo in Struttura di un sito web: cosa deve avere il sito della tua attività.
Come scriverla: le tre regole
Un verbo chiaro all’inizio
Il pulsante comincia con quello che il cliente farà: prenota, chiama, scrivi, chiedi, vieni. Funziona bene anche parlando al cliente in modo diretto: «Prenota il tuo taglio», «Voglio il preventivo». Parole come «Invia», «Clicca qui» o «Avanti» invece non dicono niente: il cliente non sa cosa succede se tocca.
Il beneficio, non la procedura
Scrivi cosa ottiene il cliente, non cosa deve fare. «Invia il modulo» è la procedura; «Ricevi il preventivo» è il beneficio. Se c’è qualcosa di vero che toglie un dubbio, mettilo sotto il pulsante, in piccolo: «Ti rispondiamo in giornata», «Puoi disdire quando vuoi». Solo se è vero: una promessa non mantenuta fa più danni di nessuna promessa.
Un solo obiettivo per pagina
Ogni pagina ha un lavoro da fare. La pagina del menu deve far prenotare un tavolo; la pagina di un servizio deve far chiedere un appuntamento. Se metti cinque pulsanti diversi, tutti grandi e tutti colorati («Prenota», «Iscriviti», «Seguici», «Scarica il listino», «Lavora con noi»), il cliente rischia di non toccarne nessuno. È lo stesso principio delle pagine pensate per un solo scopo, di cui parliamo in Landing page: cos’è e quando basta al posto di un sito.
Messe insieme, le tre regole danno una formula semplice: verbo + cosa + beneficio, in poche parole. «Prenota» diventa «Prenota il tavolo per stasera»; «Contattaci» diventa «Chiedi il preventivo per la tua cucina».

Esempi pronti per la tua attività
Ecco alcune call to action da copiare e adattare. Per ogni attività trovi il pulsante principale, quello secondario e la frase da mettere sotto (usala solo se è vera per te).
Ristorante, pizzeria, bar
- Pulsante principale: Prenota un tavolo
- Pulsante secondario: Chiama per l’asporto
- Frase sotto: «Ti confermiamo la prenotazione su WhatsApp.»
- Nella pagina del menu: Ordina da asporto oppure Prenota per stasera
Parrucchiere, barbiere, centro estetico
- Pulsante principale: Prenota il tuo appuntamento
- Pulsante secondario: Scrivici su WhatsApp
- Frase sotto: «Scegli giorno e ora, ti confermiamo noi.»
- Nella pagina di un trattamento: Prenota la piega oppure Chiedi se c’è posto sabato
Studio professionale (commercialista, avvocato, fisioterapista)
- Pulsante principale: Fissa un primo incontro
- Pulsante secondario: Chiama lo studio
- Frase sotto: «Scrivimi in due righe di cosa hai bisogno, ti richiamo io.»
- Nella pagina di un servizio: Chiedi un preventivo oppure Prenota la visita
Negozio
- Pulsante principale: Vieni a trovarci (apre la strada sulla mappa)
- Pulsante secondario: Chiedi se è disponibile (apre WhatsApp)
- Frase sotto: «Te lo mettiamo da parte fino a domani.»
- Nella pagina di un prodotto: Prenota e ritira in negozio
Fai un altro mestiere? La formula è la stessa. Un idraulico può scrivere «Chiedi un intervento», un B&B «Controlla le date libere», una palestra «Prenota la prova».
Un trucco per WhatsApp: il pulsante può aprire la chat con un messaggio già scritto, per esempio «Ciao, vorrei prenotare un taglio». Il cliente deve solo premere invio. Se usi WhatsApp per lavoro, in WhatsApp Business: come funziona trovi anche le risposte pronte da preparare.
Com’è fatto un buon pulsante
Anche la frase più azzeccata non serve se il pulsante non si vede o non si riesce a toccare. Controlla queste cose:
- Si stacca dal resto. Usa un colore che nel sito tieni solo per i pulsanti, così l’occhio lo riconosce subito. Se tutto è arancione, niente è arancione.
- Si tocca con il pollice. Sul telefono deve essere grande, con spazio intorno, non attaccato a un altro pulsante.
- Sembra un pulsante. Una forma piena, con il testo ben leggibile; non una scritta piccola persa in un paragrafo.
- È uguale in tutto il sito. Stesso colore, stessa forma: il cliente impara in fretta che «quello arancione» è il modo per contattarti.
- Funziona davvero. «Chiama» deve far partire la chiamata, «WhatsApp» deve aprire la chat con il tuo numero, «Prenota» deve portare a un calendario aggiornato. Sembra ovvio, ma provalo lo stesso dal tuo telefono.
Per il pulsante di WhatsApp chi fa il sito usa un link di questo tipo: wa.me/39 seguito dal tuo numero di cellulare, tutto attaccato, senza «+», spazi o trattini. Se apre la chat sbagliata o una pagina di errore, il numero è scritto male.
Gli errori più comuni
- «Clicca qui», «Invia», «Scopri di più» dappertutto. Non dicono cosa succede. Scrivi il risultato: «Guarda il menu del pranzo» è già meglio di «Scopri di più».
- Troppi pulsanti uguali. Se tutto chiede attenzione, niente la ottiene. Uno principale, al massimo uno secondario.
- Il pulsante solo in fondo o solo nel menu. Chi si è deciso a metà pagina non deve tornare su a cercarlo.
- Il numero scritto ma non cliccabile. Dal telefono il cliente deve ricopiarlo a mano, e non tutti hanno voglia di farlo.
- Chiedere troppo, troppo presto. Un modulo con dieci campi per una semplice domanda fa passare la voglia. Nome, telefono e due righe bastano.
- Urgenza finta. «Solo oggi!» o «Ultimi posti!» quando non è vero: il cliente se ne accorge e smette di fidarsi.
- Un pulsante che porta nel posto sbagliato. «Prenota» che apre la home, WhatsApp con il numero vecchio, un modulo che non arriva a nessuno.
- Parole in inglese o difficili. «Book now» o «Get a quote» su un sito per clienti italiani: meglio «Prenota» e «Chiedi un preventivo».
Domande frequenti
Come si traduce call to action in italiano?
«Invito all’azione» o «chiamata all’azione». Sul sito, in pratica, è il pulsante che dice al cliente cosa fare: chiamare, scrivere, prenotare.
Quante call to action mettere in una pagina?
Un solo obiettivo per pagina, ma lo stesso pulsante può comparire più volte: in alto, a metà e in fondo. Accanto puoi offrire una seconda strada più discreta, per esempio «Chiama» vicino a «Prenota».
Meglio un pulsante o un link nel testo?
Il pulsante per l’azione principale, perché si vede e si tocca facilmente. Un link nel testo va bene per le cose secondarie, come «leggi le recensioni» o «guarda il menu».
E sui social, come Instagram e Facebook?
Il principio è lo stesso: dire cosa fare dopo. Nei post lo scrivi nel testo, per esempio «Scrivici in privato per prenotare». Sulla pagina Facebook e nelle pubblicità invece scegli il pulsante tra quelli che offre la piattaforma, come «Invia messaggio», «Chiama ora» o «Prenota ora».
Come faccio a sapere se funziona?
Il primo controllo lo fai tu: apri il sito dal telefono, come farebbe un cliente, e tocca ogni pulsante. Poi chiedi ai nuovi clienti come ti hanno contattato. Se il sito ha le statistiche, si può anche contare quante persone toccano «Chiama» o «WhatsApp» ogni mese, e capire quale frase funziona meglio.
In sintesi
Una call to action è l’invito, quasi sempre un pulsante, che dice al cliente cosa fare adesso: chiamare, scrivere, prenotare, venire a trovarti. Funziona quando comincia con un verbo chiaro, dice cosa ottiene il cliente, serve un solo obiettivo per pagina, compare nei punti giusti e, soprattutto, funziona davvero dal telefono.
Se il tuo sito ha i pulsanti ma è vecchio, lento o scomodo dal telefono, a volte conviene un restyling del sito invece di tante piccole correzioni.
Se vuoi sapere com’è messo il tuo, chiedi il Check-up gratuito del sito: controlliamo se si capisce subito cosa fai, se telefono e WhatsApp si toccano con un dito e se c’è un modo per prenotare o scriverti, più velocità, telefono, Google e sicurezza. Ti mandiamo su WhatsApp, entro 48 ore lavorative, un report in PDF con quello che funziona, quello che non funziona e come sistemarlo. Senza telefonate.